ALEX: la strana censura dei giganti di internet

Voglio fare partecipi i miei lettori di un fatto allarmante: da quando ho pubblicato ALEX – un giallo valutario, i miei profili su internet, Facebook e Youtube sono oggetto di sorveglianza e di censura. La censura è dovuta probabilmente ai risultati di una ricerca computerizzata di parole chiave sul contenuto del libro.

A questo link potete vedere come YouTube mi abbia cancellato un video con cui volevo semplicemente fare marketing: https://youtu.be/YoPovzcNnKg

Su una mia pagina Facebook (“Leggere & Scrivere”) non mi è permesso inserire alcun post relativo al libro. Anche il sito internet di “Leggere & Scrivere” viene consultato tutti i giorni da un utente sito in una cittadina sperduta all’ovest degli USA.

Google non mi consente di attivare pubblicità su Leggere & Scrivere.

Non desidero spoilerare il finale del libro, ma la storia ha a in effetti che fare con l’euro, le guerre per il petrolio, il petrodollaro.

Questi temi politici sono tuttavia subordinati al contenuto essenziale della trama, che parla di un gruppo di amici alla ricerca di un uomo scomparso: Alex, che per taluni era stato un amante, per altri il miglior amico. Una storia d’amore e di amicizia, in cui i personaggi si trovano a giocare un ruolo fondamentale in alcuni eventi della storia recente.

Questa censura nei confronti di un’autrice esordiente è illegittima e deve far riflettere: Facebook, Google etc. fanno parte della nostra vita quotidiana, ma raccolgono tutti i nostri dati e basta una parola chiave non gradita per essere esclusi dal godimento dei servizi. Ma c’è di peggio: basta scrivere un libro per essere sospettati di attività eversive?

È questo il motivo per cui ho cambiato il titolo e i metadati del libro, adesso intitolato IL CASO DI MATTEO.

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