La Grande Scommessa – recensione film

La grande scommessa (The Big Short) è un film del 2015 diretto da Adam McKay. È tratto dal libro di Michael Lewis Il grande scoperto (The Big Short: Inside the Doomsday Machine).

Il film annovera un cast di attori di eccezione, fra cui Christian Bale, Steve Carell, Ryan Gosling e Brad Pitt.

Oggetto del film è la crisi finanziaria del 2008, di cui è stato detto che fu causata dal crollo del mercato immobiliare americano. Le cose sono più complicate: a causare la crisi fu l’eccessiva cartolarizzazione dei mutui ipotecari.

Cartolarizzazione: Si tratta della trasformazione di un credito in un titolo negoziabile.
Ipotizziamo che una banca conceda un credito di due miliardi a favore di un comune, per il finanziamento di un grande progetto, come per esempio la costruzione di un aeroporto. Una volta stipulato il contratto con il comune, la banca “cartolarizza il credito”, vale a dire che lo trasforma in un pacchetto di titoli, da vendere ad altri investitori in cambio di una cedola a interesse annuale fisso. In questo modo il credito, e con esso il rischio a esso legato, viene praticamente eliminato dal bilancio della banca e trasferito agli investitori finali. Benché abbia erogato un credito di due miliardi, la banca non ha più alcun rischio legato a questo credito nel proprio bilancio.
E non finisce qui. Il rischio, che risulta dal fatto che il destinatario non sia in grado di estinguere il credito o parte di esso, viene redistribuito agli investitori in modo diverso e inversamente proporzionale agli interessi corrisposti. A tal fine, il pacchetto titoli viene suddiviso in tranche, che vanno dalla tranche senior (la più sicura, valutata AAA) alle tranche subordinate, che sostengono il rischio maggiore e fruttano interessi più alti. Se il credito va in default, sono le tranche subordinate a perdere valore per prime, fino ad azzerarsi.
Gli acquirenti di questi titoli sono principalmente investitori istituzionali, come banche, fondi pensione, assicurazioni. E poiché gli investitori istituzionali sono obbligati per legge a investire in prodotti sicuri, essi sono i normali destinatari delle tranche senior. Le tranche rischiose vengono invece normalmente vendute ai cosiddetti hedge funds, la cui politica consiste nell’investire in prodotti speculativi.
Qualsiasi credito può venire cartolarizzato. Anche i crediti al consumatore, per esempio quelli per l’acquisto di un’auto o quelli relativi alle carte di credito.

Il film inizia nel momento in cui le banche sono intente a vendere i titoli con cui hanno cartolarizzato i mutui ipotecari, anche quelli di cittadini a basso reddito: i cosiddetti mortgage bonds (bond ipotecari).

Perché le banche vendono questi bond ipotecari? per incassare le provvigioni.

Perché gli investitori li acquistano? Perché hanno molto denaro in cerca di investimenti, e i bond ipotecari sono stati classificati come investimento sicuro (AAA secondo le agenzie di rating, non immuni da corruzione).

Ma fra i manager di alcuni hedge funds c’è qualcuno che ha fiutato la crisi: primo fra tutti Michael Blurry, manager un po’ autista (Christian Bale) ma intelligentissimo.

Michael decide di puntare sul crollo dei bond ipotecari. A questo scopo riesce a convincere le banche (prima fra tutti Goldman Sachs) a emettere un tipo di derivato che specula sul ribasso dei bond ipotecari (i credit default swaps).

Michael non è il solo a puntare al ribasso dei bond ipotecari. Anche i personaggi interpretati da Steve Carrel e Ryan Goslin fanno lo stesso.

Quando alla fine scoppia la crisi finanziaria e i bond ipotecari perdono tutto il valore, i nostri protagonisti saranno diventati straricchi, a scapito delle stupide banche. Fine della storia e catarsi per lo spettatore.

Il registro del film è comico: viene mostrata la stupidità e l’avidità delle banche, e come i protagonisti si divertano a prendersi gioco delle stesse.

Anche il montaggio rispecchia il registro comico. Vengono inserite scene musicali e scene in cui un personaggio si rivolge direttamente allo spettatore.

Il montaggio è uno dei pregi di questo film: le scene si susseguono in modo tale da suscitare divertimento nello spettatore. Nonostante il film abbia per oggetto una cosa seria come la crisi finanziaria, non cade mai nella noia.

Anche le prestazioni degli attori sono da lodare. Il ruolo di Michael Burry è una delle migliori interpretazioni di Christian Bale.

A differenza di altri film che parlano della crisi del 2008 (per esempio Margin Call, tutto incentrato sull’aspetto umano della crisi), il film non rinuncia a fare riferimento ai temi economici.

È necessario conoscere questi temi per capire il film? Nel film vengono inserite spiegazioni semplici dei concetti principali, ma si tratta di spiegazioni “a volo di uccello”, che altrimenti annoierebbero lo spettatore.

Se si vuole capire veramente il film, un’infarinatura sulle cartolarizzazioni non nuocerà. È il problema di tutti i film incentrati su temi economici: i non addetti ai lavori avranno difficoltà a capirne il senso.

In conclusione, questo film è una trasposizione molto riuscita di una materia che non è narrativa, ma saggistica. Lo consiglio vivamente a tutti coloro che si interessano di economia e finanza e a coloro che non sospettano che si possa passare una serata divertente in compagnia di questi temi.

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